Numero 2 / Estate 2017

 

Comunità di Ricerca, Editoriale

 

Primopiano / Per una cultura dell’ospitalità

D. Buraschi et al., Comunicazione partecipativa e cultura dell’ospitalità

L’immobilità e l’indifferenza di parte della società e delle istituzioni europee di fronte alla “crisi migratoria” sono un sintomo di un profondo paradosso: consideriamo i diritti umani e i valori democratici come le fondamenta della nostra società, ma spesso ci mostriamo apatici e indifferenti davanti alla sistematica violazione dei diritti umani delle persone richiedenti asilo o di fronte ai naufragi e alla sofferenza di centinaia di migliaia di persone. L’indifferenza non riguarda solo le istituzioni ma anche la società civile. In un’epoca caratterizzata dall’interconnessione, l’interdipendenza e la simultaneità degli scambi sociali, paradossalmente aumenta in modo sproporzionato la distanza sociale che ci separa da alcune categorie di persone.

 

Esperienze & Studi

A. Vigilante, L’umanesimo transculturale di Rabindranath Tagore

Collocato nel contesto storico e culturale di un paese colonizzato, Tagore percorre la via difficile di una rivendicazione dell’autonomia e libertà del suo popolo pur nel dialogo con la cultura dell’oppressore. Benché denunci con vigore gli errori della tecnocrazia, della violenza, della riduzione dell’umano alla sola dimensione economica che sono il portato del capitalismo occidentale, Tagore non si chiude in una condanna generale dell’occidente, ma indica la via di un percorso comune in nome dei valori umani. L’apertura transculturale è il contributo che l’India, per via della sua millenaria civiltà fatta di differenze e di mediazioni, può dare alla civiltà mondiale, insieme alla concezione di una soggettività che si apre ad una trascendenza che può essere intesa anche in senso non religioso.

 

 

M. G. De Oliveira Aquino, Pedagogia popolare e indigena in Brasile

Durante il periodo dal 1500-1988 l’istituzione scolastica per le popolazioni indigene in Brasile aveva una missione molto chiara, quella di condure e costringere i nativi a integrarsi ed essere accomunati nella “Comunione Nazionale”, ossia che fossero estinti come popoli etnici e culturalmente differenziati dalla società nazionale. Di conseguenza, gli indigeni sono stati perseguitati, e nelle scuole sono stati vietate le loro lingue, le culture, le tradizioni, le conoscenze, i loro valori. Nonostante ciò i popoli indigeni presenti in Brasile sin dai primi contatti con l’uomo bianco hanno cercato in vari modi il diritto all’autodeterminazione, e tra essi l’istruzione scolastica.

 

G. Falcicchio, Il sublime e il formidabile. La metamorfosi del femminile nel parto

Il parto è “sublime”, il parto è “formidabile” e questi due tratti sono legati alla sua essenza: la metamorfosi. Nulla sarà come prima, dopo la nascita. La storia personale e relazione di tutti gli attori viene riscritta a cominciare da un punto apicale.

 

R. Palma, Indice di facilità relativa. La fatica non è un valore
All’interno delle strutture educative (dove accogliamo i nuovi arrivati), i rapporti sono basati ancora sulla forza, e sono palesemente a vantaggio degli adulti. La forza non andrebbe usata mai per imporre obiettivi che hanno conseguenze sulla relazione e che, per essere raggiunti, giustificano il ricorso al maltrattamento. Gli obiettivi cambiano, i maltrattamenti restano. E resta l’idea dell’inevitabilità del fare fatica nelle relazioni (unica alternativa: maltrattare o essere maltrattati).

 

F. Gambassi, Akrasia
Nel dibattito contemporaneo in lingua inglese il termine akrasia viene spesso usato come sinonimo delle espressioni weakness of will e incontinence. Sulla scia di Aristotele, si ritiene di poter definire acratico il comportamento di un agente che, pur avendo giudicato ponderatamente e consapevolmente che fare A sia meglio che fare B, tuttavia, senza rivedere questo giudizio, liberamente e intenzionalmente fa B.

 

G. Castaneda, E. De Rocco, La pedagogia della rassicurazione profonda. Esperienze di trasformazione del contesto pedagogico a partire dalla Pratica Psicomotoria Aucouturier
Bernard Aucouturier è uno dei più importanti teorici della psicomotricità ed è il creatore della Pratica Psicomotoria educativa e preventiva e della Pratica di Aiuto Psicomotorio. Ha dedicato la sua vita all’analisi e alla conoscenza dell’espressività motoria dei bambini e dei legami tra questa e la storia affettiva profonda di ciascun individuo. Ha costruito negli anni un quadro teorico e metodologico preciso e coerente, al fine di creare le migliori condizioni per favorire la maturazione psicologica di ciascun bambino a partire dalle sue potenzialità

 

Blog

 

A. Vigilante, Abbiamo bisogno del Debate?

Il Debate è una pratica didattica ampiamente diffusa nel mondo anglosassone, e che ha radici nella disputatio delle università medioevali. Gli studenti affrontano un tema dividendosi in squadre, e dopo averlo adeguatamente approfondito si fronteggiano usando abilità retoriche e dialettiche per far prevalere il proprio punto di vista. Si sta diffondendo anche nella scuola italiana. Ma ci serve davvero?

 

O. Castellano,Apprendimento induttivo e didattica laboratoriale. L’esperienza delle scuole del Veliero Parlante
Il Veliero Parlante è una rete di 43 scuole salentine di ogni grado che fanno ricerca dal 2008 per la costruzione di un modello dinamico di scuola basato sulla didattica delle competenze.

 

E. Euli, Educazione oltre le convenzioni. Incontri sull’educazione libertaria all’Università di Cagliari
Nei giorni tra il 6 e l’8 aprile scorsi si è svolto alla Facoltà di Studi Umanistici dell’Università di Cagliari Educazioni oltre le convenzioni. Seminari sull’educazione libertaria, che ha visto la presenza di Francesco Codello, ex dirigente scolastico ed autore di vari testi sull’educazione libertaria e Giulio Spiazzi, promotore della Piccola scuola libertaria Kether a Verona e, come Francesco, membro della Rete per l’educazione libertaria e redattore del sito www.educazionelibertaria.org.

 

M. Tappa, La solitudine dell’ultimo della classe

Sono sette le “lettere di un cattivo studente” contenute nel piccolo libro edito da Camelozampa, scritto e pubblicato in Francia nel 2016 e tradotto per la piccola casa editrice padovana dalla stessa autrice, Gaia Guasti.

 

M. A. Soleti, Ildegarda di Bingen, symmista Dei

Non poteva Ildegarda di Bingen (1098-1179) tacere quanto udiva, vedeva e comprendeva, eppure nell’età di mezzo più lunga della storia, lo spazio riservato alle donne era dettato dal silenzio, osservato come una regola virtuosa nella vita monastica, anche se la visionaria lo infrangeva con cura e discretio per far udire quanto aveva appreso nell’ombra della luce vivente.

 

M. Tappa, Il segno di Lorenzo

 

 

Ci sono maestri che masticano bambini e sputano uomini. Non è forse questo che dovrebbero fare gli adulti? Trasformare. Educare. Aiutare a crescere. Insegnare, nel suo significato etimologico. Lasciare il segno. Masticare bambini e sputare uomini è una immagine forte. È una frase dell’albo illustrato Il Maestro pubblicato da Orecchio Acerbo e dedicato a Don Milani, Priore di Barbiana, rivoluzionario, a suo modo, educatore.

 

Gli autori

La copertina

 

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