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Fuori registro. La scuola che cambia dal basso

Il numero 1 di Educazione Aperta ospita gli atti del convegno Fuori Registro. La scuola che cambia dal basso, organizzato dalla Rete S:O.S. e dal CTI e tenutosi a Bergamo il 28 e 29 ottobre 2016. Dodici interventi per fare il punto su quello che si sta muovendo nel nostro paese nella sperimentazione di base, oltre le parole d’ordine ministeriali, con punti di riferimento come Mario Lodi, Danilo Dolci e don Lorenzo Milani. Gli Atti sono nella sezione Primo piano della rivista.

Dialogo e trasformazione nei processi trasformativi

Nell’Isola di Tenerife si sperimenta l’Approccio Dialogico Trasformativo (ADT), una metodologia di facilitazione dei processi partecipativi che si ispira direttamente all’esperienze e riflessioni dei differenti gruppi e progetti di sviluppo comunitario promossi da Danilo Dolci. David Buraschi, Francisco Amoraga Montesinos e Natalia Oldano descrivono l’esperienza e la metodologia dei Laboratori Dialogici, una strategia de dinamizzazione comunitaria che favorisce il dialogo, la creatività e la partecipazione attraverso l’articolazione di strutture maieutiche basate nella fiducia, l’uguaglianza, la diversità, l’interesse comune e la corresponsabilità. Leggi l’articolo.

La scuola popolare: Esperienza peculiare dell’educazione degli adulti in Italia

“Questa è l’era dell’accesso, ma forse non più nei termini in cui la pensava Rifkin più di quindici anni fa. Le possibilità di accesso alle informazioni e alle nozioni sono oggi molto reali e diffuse anche nei ceti meno abbienti e ciò, in qualche modo, elimina la necessità cui sopperivano le scuole popolari degli anni Settanta presso il proletariato e il sottoproletariato. Occorre allora individuare ciò che ancora è problematico nel rapporto tra classi subalterne, istruzione e sapere nella realtà odierna. Si dovrebbe riflettere, ad esempio, su ciò che ancora oggi i sociologi pongono in evidenza: cioè che i percorsi interni alla scuola mostrano tuttora una maggiore difficoltà di successo per i bambini e i ragazzi provenienti da ambienti più deprivati.” Claudia Secci riflette sull’educazione popolare nel nostro paese e sulle sue prospettive attuali. Leggi l’articolo.

Un futuro senza scuola? Proposte per salvarsi dalla descolarizzazione

Si può ipotizzare che nel breve-medio periodo la didattica assistita da computer sarà più efficace dell’interazione umana in presenza per l’insegnamento di competenze disciplinari.
Quando ciò accadrà il ruolo della scuola e degli insegnanti verrà messo in discussione. Il cambiamento potrebbe portare allo smantellamento della scuola pubblica o, al contrario, costituire un’occasione per ripensare profondamente la funzione sociale dell’educazione. Leggi l’articolo

Costruire la scuola come spazio pubblico

Essere cittadini significa poter accedere a determinati beni che hanno forma di diritti (civili, sociali, politici) e che attendono di essere prodotti. Perché ognuno si possa assumere i costi della cittadinanza (rinunciare a parte della propria libertà e dei propri beni a favore della collettività), è necessario accettare vincoli di reciprocità. Essere cittadini significa dunque riconoscere vincoli di reciprocità. Questi vincoli possono costituirsi e resistere nel tempo solo se si fondano su alcuni presupposti di valore. Tutto ciò può essere riassunto nell’espressione “religione civile”. Come la Scuola è coinvolta in questo compito? Leggi l’articolo