Lockdown e mondi educativi
Un percorso di formazione, riflessività e scrittura collettiva
incentrato sull’analisi di congiuntura

di Mariateresa Muraca

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Alla fine della scorsa primavera, l’esigenza di leggere con competenza simbolica l’evento della pandemia, che sembrava aver colonizzato le nostre menti e aveva investito prepotentemente il mondo dell’educazione, mi spingeva a riprendere lo strumento dell’analisi di congiuntura, sperimentato durante il secondo Laboratorio Politico della Rete Freire-Boal. D’altra parte, la necessità di riprogettare il mio insegnamento di Metodologia e strumenti di interventi educativi extrascolastici presso l’Istituto Progetto Uomo, dal momento che non avremmo potuto svolgerlo in modalità presenziale, mi offriva un’occasione concreta per coinvolgere le studentesse in una riflessione comune mediata proprio da questo strumento. La corrispondenza entusiastica di alcune di loro è andata gradualmente appassionando anche altre, delineando un processo che ha portato alla scrittura dei quattro testi che proponiamo.

Prima di presentarli brevemente, è opportuno dedicare ancora alcune parole all’analisi di congiuntura. In Italia con questo termine si intende una famiglia di approcci di ricerca che hanno per oggetto la situazione economica in un dato momento. In America Latina, tuttavia, è usato con un’accezione diversa e più ampia: l’analisi di congiuntura, infatti, prende in considerazione il contesto socio-politico, rispetto al quale la dimensione economica è rilevante ma non esclusiva. Nel continente latinoamericano, inoltre, è uno strumento molto usato dai movimenti sociali e dagli/dalle intellettuali a essi solidali: di solito ogni grande incontro inizia con l’analisi di congiuntura, che può essere esposta da una persona in particolare ma è comunque frutto di un confronto collettivo. Proprio alla fine di marzo, il Movimento dei Lavoratori Rurali Senza Terra ha dato avvio a un programma di analisi di congiuntura con cadenza settimanale sul proprio canale youtube (il primo video è disponibile a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=tivFflvLBNE&list=PLs_FebLgno7bNhm70HsyAYcQQxAOKj7hH&index=34&ab_channel=MovimentoSemTerra).

Nell’introdurre questo strumento, dunque, mi sono ispirata alla pratica dei movimenti sociali latinoamericani, proponendo alle studentesse la realizzazione di analisi di congiuntura dei contesti educativi in cui sono direttamente impegnate. La scommessa di fondo era che l’analisi di congiuntura potesse rivelarsi utile in ambito educativo, specialmente in un momento di passaggio denso come quello che stiamo ancora vivendo, in cui per agire efficacemente è necessario saper leggere la realtà. L’analisi di congiuntura infatti permette di elaborare una riflessione critica sulla situazione attuale, allo scopo di decifrare equilibri esistenti ma anche identificare possibilità di cambiamento. Parafrasando Freire, l’analisi di congiuntura va intesa non come una contemplazione della realtà che precede l’impegno ma come una comprensione critica che si nutre anche della nostra inserzione nella storia. In particolare, la parola “analisi” indica che non si tratta di una semplice descrizione di fatti ma di una interpretazione, fondata su un’accurata osservazione ma anche sulla comprensione soggettiva – percezioni, vissuti, esperienze, conoscenze tacite – di coloro che la svolgono. È compito dell’analisi individuare i momenti-discrimine che permettono di circoscrivere “la congiuntura”, che va sempre posta in relazione al passato recente e alle prospettive future. Nel nostro caso, tuttavia, era più semplice determinarla: perché era chiaro a tutte che dopo le prime misure nazionali di contenimento del contagio eravamo entrate in un periodo per molti versi inedito della nostra storia.

Le analisi di congiuntura dunque hanno preso in considerazione questi elementi:

  • Gli attori: ovvero i protagonisti del panorama educativo nel contesto osservato (associazioni, cooperative, imprese sociali etc.), allo scopo di considerare le esperienze che hanno portato avanti dall’inizio del lockdown, le modalità con cui si è espresso il loro impegno, i modi con cui si sono relazionati gli uni con gli altri.
  • Interlocutori: cioè i molteplici soggetti con cui si confrontano/scontrano gli attori dell’educazione, ad esempio la politica istituzionale. Non è detto che questo confronto sia facile e positivo, può dare luogo a forme di esclusione, competizione, dipendenza, assistenzialismo, indifferenza, rifiuto o dominio.
  • Scenari: gli effetti della diffusione del coronavirus e delle misure di lockdown sull’educazione non si sono manifestati ovunque allo stesso modo. Le dinamiche sociali, politiche ed economiche dunque possono creare degli scenari eterogenei, caratterizzati da rapporti di potere molto diversi, che possono condizionare e in alcuni casi limitare notevolmente le possibilità di azione e cambiamento.
  • Rappresentazioni, che mobilitano l’immaginario collettivo, ad esempio mostrando connessioni e favorendo alleanze oppure al contrario alimentando miti e paure collettive. L’insidia peggiore risiede nella loro presunta trasparenza e neutralità: spesso le rappresentazioni vengono confuse con la realtà ma sono solo una interpretazione della realtà.
  • Connessioni tra micro e macro processi: quanto accade nei contesti locali è sempre legato in qualche misura a fenomeni sociali, politici ed economici di più ampio respiro e di lunga durata.
  • Sviluppi potenziali: sono le tendenze in atto, che possono generare molta angoscia, timore o disperazione ma sono anche le prospettive di trasformazione in direzione al ser mais degli esseri umani e della realtà.
  • Pratiche: con il loro portato di limiti e opportunità, comprendono tutte le possibilità su cui si può fare leva per realizzare un diverso cambiamento. Per questo costituiscono un terreno autentico e avvincente in cui mettersi alla prova.

Il percorso formativo che ci ha visto impegnate ha seguito tre fasi principali:

  • La fase di ricerca e stesura delle analisi di congiuntura ha interessato i mesi da giugno ad agosto: in questo periodo, all’interno di cinque gruppi di lavoro, le studentesse hanno circoscritto il contesto oggetto della loro osservazione, hanno identificato le fonti e costruito gli strumenti di ricerca, hanno raccolto e organizzato i dati, redigendo delle analisi di congiuntura.
  • La fase di condivisione delle analisi, dapprima con la docente e poi con il resto del gruppo, ha riguardato i mesi da settembre e ottobre. In questa fase, i testi hanno guadagnato in chiarezza e in profondità, grazie da una parte alla necessità di rendere comprensibile la propria analisi a delle persone estranee al contesto considerato; dall’altra all’inevitabile confronto con la realtà che nel frattempo continuava a cambiare e a porre nuove questioni.
  • La terza fase di revisione collettiva è avvenuta nel mese di novembre: ogni testo è stato riletto insieme dall’intero gruppo, allo scopo di garantire coerenza tra i diversi contributi, sebbene nel rispetto delle loro differenze, e al contempo di favorire la responsabilizzazione di ciascuna rispetto al lavoro collettivo nel suo complesso.

Le analisi entrano nel merito dei primi mesi dell’emergenza sanitaria: dal lockdown alla successiva fase di riapertura, pur mettendo a tema interrogativi, nodi e aperture che riguardano il presente. I primi tre testi si soffermano su alcuni servizi dell’educazione extrascolastica mentre l’ultimo prende in considerazione un contesto scolastico. Si tratta di analisi approfondite e situate, che tuttavia possono contribuire a gettare delle luci su alcune delle principali sfide vissute più in generale dalle educatrici e dagli educatori in questo periodo, contribuendo a mettere in discussione l’invisibilità che circonda le professioni deputate alla cura. Si tratta di analisi tanto più significative perché svolte in prima persona e al contempo in modo collettivo: le autrici hanno compreso se stesse come parte della realtà da osservare, dando ragione alla caratteristica primaria dell’impegno educativo, ovvero di essere incentrato su una permanente dinamica di azione-riflessione.

Bibliografia

Muraca M., Rottino M. P., Ruggieri M. G., D’Andrea V., Mazzini R., Comprendere e rilanciare la politica dal basso. Il Laboratorio Politico della Rete nazionale Freire e Boal, in “Educazione Aperta. Rivista di pedagogia critica”, n. 5, 2019, pp. 161-165.

Mariateresa Muraca ha conseguito nel 2015 il dottorato di ricerca in Scienze dell’Educazione e della Formazione Continua presso l’Università di Verona, in co­tutela con l’Universidade Federal de Santa Catarina (Brasile). È ricercatrice post-doc presso l’Universidade do Estado do Para (Brasile) e formatrice per la Scuola di Pace di Monte Sole in progetti di cooperazione internazionale in Mozambico, incentrati sull’educazione alla pace. È docente a contratto di Pedagogia generale all’Università di Verona, docente stabile di Pedagogia generale e sociale e Storia dell’educazione all’Istituto Universitario Pratesi (affiliato all’Università Pontificia Salesiana) e docente invitata di Pedagogia sociale e progettazione educativa d’équipe e Metodologia e strumenti degli interventi educativi extrascolastici all’Istituto Universitario Progetto Uomo (aggregato all’Università Pontificia Salesiana). È autrice del libro Educazione e movimenti sociali (Mimesis, 2019); del manuale didattico I colori della pedagogia (Giunti­ TVP e Treccani, 2020) e di diversi articoli scientifici. È attiva in spazi di ricerca e impegno come la Comunità filosofica femminile Diotima, la Rete nazionale Freire­  e Boal, la rete internazionale MOVER – Educação intercultural e movimentos sociais, il CESDEF – Centro Studi Differenza Sessuale Educazione Formazione, l’ABRE – Associazione di Brasilianisti in Europa. È codirettrice scientifica di “Educazione Aperta”.