Presentazione

di Daniele Taurino


 
Il 2018 è stato un anno di ricorrenze simboliche, tra cui su tutte il 50esimo dal 1968, un numero che è diventato un mito, simbolo di una rivoluzione sotto tutti i punti di vista, una specie di anno spartiacque. Per noi, amici e amiche della nonviolenza significa anche anno della morte di due grandi leader come Martin Luther King e Aldo Capitini. Potremmo dire che il Sessantotto di entrambi era già iniziato anni prima – per il primo dal boicottaggio degli autobus in Alabama, per l’altro perlomeno dalla Marcia Perugia-Assisi del 1961 –, annunciando e interpretando quel che sarebbe accaduto poi, con la contestazione giovanile; e tentando di indicare la via della nonviolenza come metodo di lotta.
Al cinquantesimo anniversario delle loro morti s’aggiunge il 25esimo dalla scomparsa di Don Tonino Bello, vescovo di pace. Per tutta la Comunità di Ricerca di Educazione aperta che ci ha affidato la curatela di questo dossier ciò che li unisce non è però solo una data; non a caso abbiamo aspettato che fosse trascorso l’anno delle celebrazioni, animate per lo più dai tentativi consueti di fare di MLK un’icona, di Capitini un santino provinciale, di Don Tonino un beato servo della Chiesa. I processi di commercializzazione, di assimilizzazione, di istituzionalizzazione a cui i nostri tre sono sottoposti non nascondono che un obiettivo, sia esso cosciente o no: il depotenziamento del loro messaggio e delle pratiche che hanno messo in atto, il depauperamento del loro valore rivoluzionario. Gli articoli che seguono da un lato quindi cercando di demistificare questi processi (vedi Rubboli, Putignano, Paradiso), dall’altro tentano contributi originali per rimettere in circolo, a partire dai testi, la loro persuasione della nonviolenza (vedi Mattiello, Taurino, Paronetto).
Se dovessimo scegliere un filo comune tra i tre autori che non sia banalmente l’adesione alla nonviolenza, la connessione tra religione e politica, la vocazione pedagogica, allora ci rivolgeremmo alla loro capacità di essere, seppur con carismi diversi, uomini di Movimento, organizzatori d’azione, moltiplicatori d’iniziative. In questo quadro – e auspicando se ne facciano di simili per gli altri due – s’inserisce il ritratto di MLK qui pubblicato in lingua inglese del Reverendo Lucas Johnson, coordinatore di IFOR, organizzazione alla quale King stesso apparteneva. L’augurio è che i saggi, andando al di là del rischio retorico e valicando la pur necessaria (ma insufficiente) analisi culturale, possano contribuire ad avvicinare nuove persone all’ideale della nonviolenza, testimoniato da MLK, Capitini e Don Tonino Bello con il coraggio del pensiero e dell’azione.