Racconti con il sorriso

Tra le righe, rubrica di Monica Tappa

 

Quanti mondi contiene, quante storie racconta, nel suo silenzioso incresparsi di labbra e pensieri, un sorriso?  Come nasce, da cosa è provocato, cosa si porta addosso, che traccia lascia? Trenta racconti con il sorriso in sottofondo sono quelli che ha pubblicato Andrea Valente, nel suo Canzoni senza musica.

Un album di fotografie fatte di parole che diventano immagini e prendono il largo, prendono il volo, a volte si fermano, sature di tenerezza, altre riempiono gli occhi di commozione, altre ancora diventano risata e felicità e vento sulla faccia. Bravo, davvero molto bravo Valente nel raccontare storie piccole, momenti, passaggi, restando sospeso sul ponte trasparente che lega il sogno alla realtà, le emozioni alla vita.

Una scrittura delicata e frizzante al tempo stesso, con note in calare, dense di malinconia, con guizzi allegri ma non troppo, con paragrafi andanti con brio. Musicali e poetici, armoniosi, assoli e cori, con l’umanità protagonista.

Vogliamo parlare di emozioni? Vogliamo andare a toccare le corde profonde, scuotere tamburi interiori? Vogliamo dare a noi stessi e a giovani lettori la possibilità di scovare tracce di noi stessi, di se stessi, senza risposte preconfezionate? Questo è il libro perfetto.

C’è tutta la vita che scorre, ci sono desideri che spingono, sogni che sbocciano, in questi racconti. Ci sono guizzi di pura meraviglia, lampi di genialità cucciola, frasi che restano lì, appese, come quadri senza cornice e finestre aperte.

C’è la storia di Edoardo, ad esempio, che diviene un po’ “troppo grande per essere ancora piccolo, pur sentendosi ancora sufficientemente piccolo per non essere ancora grande”, che di ragazze non ne ha avute mai e ascolta paziente le storie dei suoi amici della compagnia, però piano piano loro si allontanano lo stesso, anche se ascolta paziente, e allora lui, un giorno, compie un’azione di coraggio straordinaria, poetica e geniale al tempo stesso e si avvicina a Francesca, “rigorosamente bionda, momentaneamente libera e piacevolmente sorridente” e le fa una domanda (che non sveliamo: il racconto si intitola Le fidanzate, vale la sorpresa).

C’è quella di Michele, Federico e Tommaso, con la vita scandita dal click di un obiettivo, ogni anno nello stesso luogo, lì, “al bar, all’angolo del chiostro, tra i tavolini sotto la magnolia, anche lei con un anno in più” e tutta la vita che scorre, da un anno all’altro, per ritrovarsi, ferma, racchiusa in una fotografia sempre diversa, ma non troppo. E anche qui, un finale tenero e delicato, struggente e poetico, che manda in dissolvenza il racconto I tre della foto.

E ci sono biciclette, parole, scritte sui muri, pecore nere, nonni nel cassetto, tavoli, alberi, crepe sui muri, messaggi in bottiglia, in questi racconti. E vita, tanta vita. E sogni, tanti sogni.

Una lettura trasversale, per adulti che hanno voglia di perdersi dentro a una sinfonia di colori e storie, da fare ad alta voce ai bambini della primaria, almeno per alcuni racconti, per scatenare il loro pensiero magico, per immaginare storie simili e diverse, finali alternativi e mondi straordinari, e da suggerire anche ai giovani lettori più grandi. Per fare il pieno di bellezza, per respirare mondi possibili, per dialogare con il proprio mondo interiore.

 

Andrea Valente, Canzoni senza musica, Rizzoli, Milano 2018.

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