Roby che sa volare

di Monica Tappa

 

Torna in libreria con una nuova copertina ma soprattutto con il testo rivisto, riscritto, modificato in molte parti, il delicato spiraglio sul mondo dell’iperattività che prende il nome di Roby che sa volare, scritto da Gabriele Clima, illustrato da Cristiana Cerretti e pubblicato da CoccoleBooks.
Come ben spiega la postfazione di Filippo Mittino, “è chiaro che ci sono livelli di gravità differente, che sussistono anche cause neurobiologiche che predispongono i bambini a determinate reazioni, ma è come se il denominatore comune fosse una compromissione della capacità di gestire il mondo emotivo: quando le emozioni sono troppo forti, sia in senso positivo (felicità) che negativo (rabbia), spaventano e generano comportamenti inattesi. Ciascuno di noi ha maturato la capacità di gestire le proprie emozioni grazie all’ambiente familiare, scolastico e a tutti gli altri presidi educativi che ha frequentato”.
Questa piccola storia avvicina i giovani lettori (appartenenti indicativamente alla fascia d’età 9-11 anni) a un mondo che magari faticano a comprendere, che a volte li confonde o li irrita, è un invito alla comprensione, all’ascolto, all’apertura verso quei compagni, o quegli amici, che sembrano strani, che magari disturbano o non stanno mai fermi, o sembrano sempre distratti, persi tra le nuvole. Ed è anche un richiamo, uno specchio della realtà dei comportamenti e delle posizioni adulte, che più dei bambini a volte etichettano e non cercano lo spiraglio per accedere a quella “seconda pelle” dentro cui si proteggono e si rifugiano i bambini che vivono le emozioni come fossero “senza pelle”. Fare qualcosa, anche nel piccolo, si può, per agevolare lo stare nel mondo di queste persone per le quali il mondo è – spesso – “troppo”. Troppo lontano, troppo strano, troppo rumoroso, troppo noioso, troppo stimolante… “La prima – spiega Filippo Mittino, psicologo e psicoterapeuta, nella postfazione – è una strategia relazionale e quindi contenitiva, la seconda è una strategia comportamentale e quindi utile solo come valvola di sfogo”.
“I bambini non volano. E noi adulti insegniamo loro a stare coi piedi per terra. È così che funziona nel mondo reale” dice il preside a Roberto, mandato per l’ennesima volta in direzione per essere stato disattento, dopo che per l’ennesima volta dalla finestra è volato “dietro alle foglie, agli uccelli, ai ciuffi dei pioppi”.
In effetti lui non è Roberto. Lui è Robychesavolare. Lo chiama così con affetto e amore incondizionato sua sorella, la più piccola, “la mia sorellina, l’unica che sa veramente che cosa vuol dire volare. Forse perché lei è ancora piccola, e fin che sei piccolo nessuno ti dica che i piedi van tenuti per terra”. Lo chiama così anche la maestra che invece non capisce, non capisce proprio e il tono è di scherno.
Con pochi tratti e alcune pennellate descrittive, con un dialogo o uno sguardo, prendono forma dai personaggi i modi in cui ci si può porre, davanti a un comportamento che non rientra negli standard e nelle regole previste. Fornendo anche spunti – tra le righe – per poter guardare ad altezza di bambino con sguardo nuovo, accogliente e contenitivo.
“Nel nostro tempo – sottolinea sempre Filippo Mittino – le storie di questi bambini sono in aumento e con esse anche le diagnosi che tentano di dare un nome e una giustificazione ai loro comportamenti. Sentiamo, infatti, sempre più parlare di bambini iperattivi e disattenti, incapaci di accettare le regole. Ci illudiamo spesso che attraverso una certificazione di queste difficoltà tutto si risolva. Basta riconoscere il problema, applicare le strategie ad esso associate e il bambino si trasforma magicamente”. Non è così. Trovare la chiave giusta per veicolare, per dare un argine e una valvola di sfogo al tumulto delle emozioni, fa la differenza. È quello che fa la maestra Serena, è la dritta che l’alieno che parla difficile (o forse era un dottore?) dice a Roberto stesso: “sono tante le persone che volano come fai tu. Non sono solo bambini, eh, anche ingegneri, dottori, avvocati, persone grandi come me e come tua mamma –. Si è chinato, e mi ha guardato dritto negli occhi. – Ma loro hanno un trucco. Hanno imparato a volare senza farsi scoprire dagli altri –. Mi ha sorriso si è rialzato. – È tutto qui. È tutto qui il trucco. È tutto qui il trucco”. Trovare la strategia giusta, la chiave giusta. Non un “libro-medicina” questo “Roby che sa volare” ma una storia lieve, delicata, scritta in punta di tastiera che può accendere una lama di luce verso la comprensione. Da condividere.

G. Clima, Roby che sa volare, illustrazioni Cristiana Cerretti, Coccole Books, Belvedere Marittimo (CS) 2018 (prima edizione 2014).

Monica Tappa Giornalista professionista, attualmente vive in un borgo in sasso dell’Appennino modenese, ai margini di un bosco, collabora con la Gazzetta di Modena, in particolare per la realizzazione dell’inserto settimanale Zero14, dedicato al mondo dell’infanzia, e cerca di condividere bellezza anche organizzando incontri, laboratori e corsi con autori, formatori, educatori.