Varcare il confine della comprensione

di Monica Tappa

 

Si intitola Famiglie e altri scompigli ed è stato scritto da Manuela Salvi e illustrato da Tuono Pettinato l’ultimo nato tra i gioiellini di Collilunghi, la collana di narrativa della piccola e preziosa casa editrice fiorentina Librì Progetti Educativi. Il tema è attualissimo: la storia cerca di fornire delle chiavi per rispondere alla domanda su cosa sia una famiglia normale. Esiste? E che caratteristiche ha? Tratta temi importanti, densi, ostici, a volte scomodi, dalla perdita di una persona cara al terrorismo, questa collana di Librì, con una leggerezza e una grazia attente e scrupolose, amorevoli e accoglienti. Quella “leggerezza” che, per dirla con Calvino, “non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore” (Lezioni americane): non avere macigni sul cuore significa poter condividere qualsiasi argomento e messaggio con trasparenza. Significa poter far sentire al bambino che non esiste nulla di sbagliato e brutto in ciò che prova, dargli chiavi e incoraggiamento per conoscere e attraversare le sue emozioni e crescere più consapevole, più forte. Significa anche, pur avendo come focus il ben-essere e il ben-crescere del bambino, dare agli adulti le parole quando non le trovano. Sono libri piccoli, questi Collilunghi, ed è quasi un paradosso coglierne invece, leggendoli, quell’infinito sbarluccicare di mondo bambino in tutta la sua straordinaria, cristallina, fragile e fortissima complessità. Va ribadito, perché fa parte del valore aggiunto di questa collana, oltre ad essere, evidentemente, uno dei pilastri su cui si fonda, che non strizza l’occhio agli adulti che leggono ai bambini e che acquistano libri ai bambini. L’intento è quello di far star bene i bambini non edulcorando la realtà, né omettendola, né rendendola meno cruda. Ma raccontandola con tutta la delicatezza e l’attenzione possibili, entrando nel mondo complesso del bambino stesso senza trascurare nulla, con un linguaggio che non solo è a misura di bambino, ma viene preso in prestito dai bambini stessi. È un linguaggio vero, contemporaneo, realistico.
Dopo i titoli già pubblicati, rivolti fino a questo momento a bambini dai sei anni di età, con questo Famiglie e altri scompigli Collilunghi cresce e si rivolge a un’età diversa, a livello cognitivo ed emozionalmente diversa: nove anni. Quell’età dove l’incanto dell’infanzia resiste ma la realtà penetra nei pori e nei pensieri e lo sguardo magico si scioglie lasciando il posto a una visione dai contorni più netti, a volte secchi. La realtà, va ricordato, a volte è cruda e scatena emozioni faticose da gestire.
Cosa accade in questa storia? La protagonista è Barbara, detta Ruggi e questo è il suo sentire: “avere nove anni non è facile. Soprattutto quando ti tocca vivere in una non-famiglia, in una non-casa nuova, in una non-famiglia”. Figlia di separati, si trova a convivere con la nuova fidanzata di papà (Matrigna Scialba) e due nuovi fratelli (Fratello Appioppato e Fratello Mannaro) che girano per casa e invadono spazi, fanno dispetti, sono onnipresenti tanto che Ruggi, anche di loro, farebbe proprio volentieri a meno. Adeguarsi alla vita, soprattutto quando ci si trova a dover ricominciare tutto, a ritrovare equilibri distrutti, non avviene in automatico, non è sempre scontato.
A volte gli adulti non si rendono conto, non percepiscono che al di là del loro entusiasmo e del loro impegno a far quadrare tutto, dentro, dentro ai ragazzini si muovono masse incandescenti di emozioni che oscillano tra la rabbia, la confusione, la nostalgia, i dubbi, l’insicurezza, il dolore, il desiderio di sentirsi al sicuro. Allo stesso modo ai bambini e ai ragazzini a volte sfugge che anche nel mondo reale si può “stare bene” e basta varcare un confine sottile: quello della comprensione. Intanto però ci sono le emozioni, da attraversare.
Certo, a Ruggi manca la sua mamma, che è a Parigi. Ed è arrabbiata. Profondamente arrabbiata. Lei doveva raggiungerla per le vacanze, la sua mamma, invece di stare lì a condividere spazi e invasioni. Con tutta la caparbietà e l’incoscienza dei ragazzini, lei decide che l’unica cosa da fare sia scappare e raggiungerla nonostante la nevicata che sta bloccando la città. L’idea di trascorrere le feste, le sue feste, a casa dal papà proprio non le va giù. Lei abita in un condominio e nel suo tentativo di scappare e raggiungere in qualche modo la mamma, scendendo di piano in piano, a ogni pianerottolo incontra tante altre famiglie ancora più strane della sua, con una caratteristica in comune: si vogliono bene e lo dimostrano in modi tutti diversi. Perché la realtà è così, come un caleidoscopio, si compone di ennemila sfaccettature.
Divertenti e irriverenti le definizioni che aprono i sette capitoli di questa storia che si dipana in una sessantina di pagine (illustrate): da “Fratello Appioppato” (s.m. Fratello acquisito con il secondo matrimonio di un genitore. Nessuno ti ha chiesto se lo gradivi e ora tutti pretendono che tu ci vada d’accordo) a “Spuzio” (s.m. Spazio che divide il mondo esterno dalla cantina, solitamente popolato da paure infondate). Anche molte delle situazioni descritte con arguzia dalla Salvi scatenano la risata e riescono a catapultare il lettore in questo mondo paradossale, assurdo, esagerato nel quale però ci si può riconoscere così bene. Ed è questa la forza di questa storia. Non insegna nulla. Racconta il mondo così com’è. Eppure fa sorridere, fa riflettere. In fondo aiuta a mettere pace e ordine tra i pensieri e le emozioni. Senza far sentire mai la voce didascalica e pesante dell’adulto che vuole “far capire”. Un dono raro e prezioso, di questi tempi, per far crescere futuri cittadini equilibrati e rispettosi di sé, delle proprie emozioni e del mondo.

M. Salvi, T. Pettinato, Famiglie e altri scompigli, collana Collilunghi, ed. Librì Progetti Educativi, Firenze 2018.

Monica Tappa Giornalista professionista, attualmente vive in un borgo in sasso dell’Appennino modenese, ai margini di un bosco, collabora con la Gazzetta di Modena, in particolare per la realizzazione dell’inserto settimanale Zero14, dedicato al mondo dell’infanzia, e cerca di condividere bellezza anche organizzando incontri, laboratori e corsi con autori, formatori, educatori.